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UNA NOTTE DA LEONI PDF Stampa E-mail
Cinema - Archivio

Prendete quattro personalità completamente differenti e uniche, unitele per festeggiare un addio al celibato a Las Vegas in un hotel lussuoso e avrete sicuramente un’idea dell’imminenza di qualche disastro. “Una notte da leoni” è proprio il racconto di una notte disastrosa, fatto in maniera del tutto inusuale e cioè senza raccontare proprio nulla della suddetta nottata. Ma com’è possibile allora proseguire con il racconto incentrato proprio sulla sbornia dei tre protagonisti principali? L’originalità della pellicola è tutta qui: allo spettatore sarà dato modo di osservare gli effetti disastrosi di questa notte, fino a risalire guaio dopo guaio, indizio dopo indizio, a ciò che è realmente successo (straordinari i titoli di coda in cui una serie di fotografie scattate in preda al delirio ci mostreranno in parte gli eventi della notte da leoni, appunto).
Ed è così che i tre si risvegliano completamente intontiti con un componente in meno, un tigre in bagno, una gallina in cucina e un bebè sbucato da chissà dove. Riusciranno i tre scapestrati a liberarsi degli ospiti di troppo e a ritrovare l’unico di cui hanno bisogno, oltre che a ricordare ciò che hanno combinato?

Questo l’assunto, l’unico se vogliamo, di “Una notte da leoni” che scivola via senza problemi e si fa guardare con un sorriso quasi perennemente stampato sul volto. Merito soprattutto di una comicità al limite del demenziale, che di quando in quando si macchia di venature triviali e volgari, riuscendo però a mantere il giusto equilibrio tra divertimento e spensieratezza. Numerosissime le gag che si susseguono quasi senza sosta dall’inizio un po’ “in sordina” con la partecipazione del mitico Jeffrey Tambor (perlomeno per i fan del telefilm “Arrested development”), nel ruolo del padre della sposa che affida a Doug, suo genero, non solo la sua adoratissima auto, ma soprattutto il suo sbadato e disadattato figliolo, un imperdibile Zach Galifianakis nel ruolo di Alan, il personaggio più esilarante della pellicola, colui a cui è affidata la parte più comica e spassosa. Non sono da meno nemmeno gli altri due, ognuno l’opposto dell’altro, e cioè Stu il dentista mogio e dimesso, vittima di una fidanzata tiranna (interpretato da Ed Helms) e il professore un po’ sui generis, tutto dedito all’alcool e alle pazzie, l’unico però ad avere già una famiglia in groppa (interpretato dall’ormai noto Bradley Cooper che ha la giusta faccia da schiaffi per interpretare questo genere di personaggi, così come è successo nel noto telefilm “Nip/Tuck).

Dopo una lunga serie di peripezie, i tre sfortunati e strampalati amici riusciranno a sbrogliare la matassa misteriosa della notte oscura in cui sono venuti a contatto con una serie di personaggi (tra i quali non possiamo non citare Mike Tyson e un cinese un po’ esagitato, intereprtato da Ken Jeong, che si farà al centro di numerose situazioni assurde e paradossali).

Ma nonostante l’apparenza di fannulloni e buontemponi, apparenza che trova quasi completa rispondenza nella realtà, i protagonisti di “Una notte da leoni” riusciranno comunque ad adempiere ai loro doveri e a tornare puntuali per il matrimonio di Doug (anch’esso contrassegnato da alcune gag esilaranti, tanto per non far concludere il tutto nella più sdolcinata delle maniere), segno questo che c’è un tempo per il piacere e uno per il dovere, e che è sacrosanto ricurcire dello spazio sia per il primo, che per il secondo, senza esagerare nell’essere troppo bambini o troppo adulti.
PS: RAGAZZI CE DA MORIRE DALLE RISATE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

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