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LA FORZA DI COMBATTERE CON UN BRACCIO LEGATO DIETRO ALLA SCHIENA PDF Stampa E-mail
Stoccate di Puccio - Archivio

 

Parafrasando Hannah Arendt, ci sono cose che una democrazia non può permettersi di fare e che, invece, può fare uno stato autoritario o totalitario. Stupro della Caffarella: ha suscitato clamore e sorpresa il fatto che le tracce biologiche degli indagati non fossero compatibili con il DNA degli stupratori.
Tale circostanza offre lo spunto per una riflessione di più ampio respiro.
Che il sistema giudiziario italiano necessiti di una buona (buona!) riforma, è vero; che la magistratura a volte commetta errori, anche fatali, indubbio; che esistano magistrati politicizzati, un dato di fatto.
E di fronte a questi problemi è giusto e doveroso che il popolo sovrano si indigni, si arrabbi ed alzi la voce.
Spesso, tuttavia, accade che qualcuno accusi il sistema giudiziario di eccessivo garantismo, con parole che suonano pressappoco così: “Ma quale processo! É stato lui! Schiaffalo in galera e getta via la chiave!”.
Attenzione: il complesso di regole che disciplina il procedimento penale non è un inutile gingillo fine a sé stesso o, peggio ancora, un diabolico meccanismo ideato da menti bacate per favorire in ogni modo il colpevole anzi per far sì che divenga fisiologico assolverlo e patologico condannarlo.
L'autentico processo penale è garantista, il che non significa favorire il reo prendendosi gioco delle vittime, dei cittadini e delle forze dell'ordine ma proteggere l'innocente. Ad ogni costo. Anche al costo di lasciare in libertà, nel dubbio sulla sua reità, un colpevole.
Perché il principio, la massima di coscienza e di civiltà che deve costituire il fondamento di un sistema giudiziario è questa: nel dubbio, meglio un colpevole in libertà che anche un solo cittadino innocente dietro le sbarre.
Solo negli stati autoritari e totalitari, gli innocenti vengono condannati, seviziati e sacrificati sull'altare della sicurezza nazionale. Ordine e pulizia, si, ma a quale prezzo: innocenti che, nel dubbio, sono fatti marcire in carcere.
La ricetta è semplice e fattibile: tutela completa dell'innocente; inasprimento e certezza della pena per chi risulta colpevole.
Il nostro sogno è una Lombardia che sia, davvero, una nazione democratica ed uno Stato di diritto. Non una Forcolandia giustizialista, non il Gambia di Jammeh.
Ci sono cose che una democrazia non può permettersi di fare: essa deve avere la consapevolezza e la forza di combattere il male con un braccio legato dietro la schiena.

 

Lombardia libera!

Giovanni Angaroni

 

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