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ROAD MAP VERSO UN ASSETTO FEDERALE PDF Stampa E-mail
Stoccate di Puccio - Archivio

 

Si apre un Autunno caldo.
Sarà questa la stagione della svolta federalista? Vedremo…
Il 2 ottobre il Consiglio dei Ministri ha sdoganato il disegno di legge in materia di federalismo fiscale.

 

Ora ha inizio il dissestato iter in parlamento.
Nonostante tale d.d.l. abbia sostanzialmente incassato il consenso degli enti territoriali: Regioni, Province, Comuni, al di là del loro colore politico, il sue esame alle Camere si preannuncia tribolato. Probabilmente assisteremo al solito ostruzionismo acritico, infarcito di pregiudizi e ai tradizionali “assalti alla diligenza” con cui parlamentari di entrambi gli schieramenti cercheranno di accomodare interessi clientelari e traffichini di varia natura, infilando di frodo nel progetto di legge qualche sub-emendamento ben celato. Vecchio spettacolo patetico, sfregio della Democrazia, di fronte al quale non ho più nemmeno la forza di alterarmi come si converrebbe.
Certo, il fatto che il federalismo fiscale abbia ottenuto un consenso trasversale, potrebbe lasciare perplessi. Qualcuno potrebbe chiedersi: “Ma come!? Se anche la Destra ha approvato il disegno di legge, significa che, in fondo in fondo, questo federalismo fiscale sarà la solita soluzione all’italiana, una minestrina annacquata che accontenta tutti”.
Io non lo so: non esprimo giudizi frettolosi dopo aver leggiucchiato i titoli di qualche quotidiano (magari in odore di sinistra) o abboccato agli approssimativi slogan urlati dai parolai della pseudo-politica. Cerco di fidarmi della Lega di governo e aspetto di leggere il testo definitivo che sarà licenziato dal Transatlantico a dicembre.
Un dato mi fa ben sperare: il fatto che il federalismo fiscale abbia ottenuto l’avallo degli enti locali e soprattutto di quei comuni già privati degli introiti ICI.
Sediamoci lungo il fiume e attendiamo.
Nel frattempo gustatevi la pantomima che i mass media ci propinano ogni giorno, dove tutti, adesso, si proclamano alfieri della soluzione federale e balzano sul carro dei vincitori: federalista la destra, federalista la sinistra, federalisti persino i democristiani: una pantagruelica, ipocrita orgia di federalisti dell’ultima ora.
Così, mentre la TV inscena il teatro dei Puppi della casta politicante e i pennivendoli si prostituiscono nei salotti buoni della politica romana, ai trogloditi verdi che da vent’anni si fanno portavoce delle istanze federaliste, non è concesso nemmeno un minuto di visibilità.
Ma si sa: lo star system è spietato. Oltre che pippato.
Avanti e senza paura.

 

Lombardia libera!

Giovanni Angaroni

 

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