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SOGNANDO LOMBARDIA, PARTE II PDF Stampa E-mail
Stoccate di Puccio - Archivio

 

Il 14 Maggio il Parlamento lombardo (detto in “burocratese”, con locuzione sminuente e centralista “Consiglio regionale della Lombardia”) ha approvato con VOTO TRASVERSALE (69 votanti, 67 favorevoli, 1 astenuto, 1 contrario) e IN VIA DEFINITIVA...

la Costituzione della Lombardia (chiamata, sempre in gergo burocratico, sempre con espressione riduttiva e statalista “Statuto della Regione Lombardia”).

Un evento questo che, per la verità, non ha goduto di un degno battage pubblicitario ma che resta, tuttavia, di fondamentale importanza nel quadro delle istanze autonomiste sollevate dalla nostra Regione.

Ad una prima occhiata, mi sembra che la Carta costituzionale lombarda costituisca una buona base su cui costruire una maggiore autonomia politico-fiscale della Lombardia.

Ragazzi, parliamoci chiaro: io non ciancio di federalismo per il gusto di dare aria alla bocca.

Mi interessa una Lombardia maggiormente autonoma solo in quanto tale surplus di autonomia sia concretamente utile a chi abita questa nostra terra e contribuisce al suo sviluppo materiale e spirituale, sia egli artigiano monzese di settima generazione o metalmeccanico barese o camionista rumeno perfettamente integrato.

Il federalismo non deve ridursi ad una cattedrale nel deserto, un’architettura giuridica, elaborata nella dorata bambagia dei salotti romani da spocchiosi professorini, dalla quale il popolo non tragga il minimo effettivo tornaconto.

Dal federalismo politico-fiscale non mi aspetto parole altisonanti e cattedrali nel deserto ma benefici concreti per il popolo lombardo, ad esempio, per citarne alcuni: sanità efficiente e totalmente gratuita, infrastrutture, valorizzazione delle aree verdi e creazione di bellissimi parchi aperti a tutti, niente più caselli autostradali, mezzi pubblici rapidi, puntuali e a buon mercato, musei civici gratis, gabbie salariali e contrattazione collettiva regionale, asili perfettamente attrezzati, scuole che forniscano una preparazione eccellente e insegnino anche la storia, la cultura e la lingua lombarda, campus universitari sul modello dei più moderni college, sicurezza così che la notte sia di nuovo un piacere camminare tranquilli per le strade, senza il timore di imbattersi in uno stupratore dietro l’angolo o di ritrovare l’auto scassinata di ritorno dalla discoteca…

Lo Stato delle banane italiano non riesce a garantirci queste cose.

È giunta l’ora che la Lombardia finalmente si sganci dal carrozzone tricolore e faccia da sé.

Trovate il testo integrale della Costituzione lombarda su www.regione.lombardia.it<!--[if !supportNestedAnchors]--><!--[endif]-->.

Una copia di questa, inoltre, sarà sempre disponibile in sezione per chi voglia consultarla.

Fate un salto il martedì sera, così ne parliamo con calma.

 

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