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MUSULMANI OFFESI DALLA MAGLIA DELL’INTER PDF Stampa E-mail
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Negli scorsi giorni si è disputata la partita valevole per il girone preliminare di Champions League tra Inter e i turchi del Fenerbache. Per la cronaca la partita è stata vinta 3 a 0 dalla compagine milanese, ma la notizia che vorrei portare sotto gli occhi di tutti è l’accusa-provocazione portata nei giorni scorsi da parte di un tifoso della squadra turca che di professione fa l’avvocato esperto in diritto europeo, Baris Kaska, il quale non si è limitato semplicemente a rilasciare un’intervista su un quotidiano, ma ha richiesto ufficialmente al giudice l’annullamento della vittoria dei nerazzurri per (testuali parole dell’avvocato): "aver manifestato in forma esplicita la superiorità razzista di una religione". Tutto questo solamente per aver indossato la maglia del centenario (approvata tra l’altro dall’UEFA).

 

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Il problema dalla maglia indossata dall’Inter è di evocare nei ricordi dell’avvocato, e di tutti quelli che la pensano come lui, la divisa dei cavalieri Templari, i leggendari monaci-soldati, il cui ordine venne fondato dopo la conquista di Gerusalemme al termine della prima crociata e che a lungo combatterono contro i musulmani. "Quella croce mi ha ricordato i giorni sanguinosi del passato", ha sottolineato addolorato Kaska.

 

Quello che mi chiedo è: proprio loro che chiedono e pretendono l’integrazione nel nostro paese si mettono a cercare, e ove non trovassero nulla, a inventare, qualsiasi scusa, qualsiasi pretesto per accusarci di razzismo, quando sono ancora loro i primi a cercare lo scontro di religioni e di culture.

Trovo altrettanto ridicolo e senza senso che nessuna Autorità abbia alzato la voce o quanto meno risposto a tale accusa, eccetto il capogruppo della Lega Nord all’Europarlamento l’On. Mario Borghezio che ha chiesto alla Commissione europea di chiedere spiegazioni alle autorità turche, visto che il tribunale di Smirne ha dato seguito al ricorso, e di intervenire sull'UEFA affinchè ammonisca seriamente la federazione turca.

Dimenticando per qualche istante la propria fede calcistica (compresa la mia che è interista) credo che se la richiesta di annullamento del risultato verrà accettata (fatto improbabile) sia una sconfitta non solo sportiva ma una sconfitta di un popolo e di chi crede e lotta per certi valori. E allora per noi che crediamo e difendiamo ogni giorno il simbolo della Padania e per la croce di San Giorgio possiamo solo concludere con una frase detta nei giorni scorsi dall’On. Borghezio:"Mai, e meno che mai per pretesa turca, accetteremo di rinunciare ai nostri simboli sacri"

 

Fabio Testa 

 

 
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