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RIPENSARE LO STATO PDF Stampa E-mail
Stoccate di Puccio - Archivio

La Costituzione ci porge su di un piatto d’argento la possibilità di ridimensionare nettamente o, più radicalmente, smantellare pezzo dopo pezzo questo inefficiente, costosissimo, ingombrante, pachiderma da cimitero degli elefanti che è lo Stato, ferro vecchio seicentesco.

 

 


Occhio allo schermo e leggete attentamente.

Recita l’art.4: “ La Repubblica (è) una e indivisibile…” Di queste parole sono soliti riempirsi la bocca, compiacenti e imbacuccati nei loro colli grassocci, gli alfieri dello statalismo, allorché intendono ribadire unità e indissolubilità della macchina statuale.

Coordiniamo, tuttavia, l’art.4 con il primo comma dell’art.114: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”

In base al combinato disposto degli art.4 e 114, lo Stato è, al pari di Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, solo una PARTE della Repubblica. Esso non è la Repubblica ma una parte di questa come lo stomaco è una parte del corpo. Tale fraintendimento è ingenerato dal fatto che spesso il termine “stato” venga erroneamente impiegato quale sinonimo di “repubblica” in funzione di esigenze di chiarezza e praticità: nel linguaggio quotidiano, dai mass media, dai politici, persino nel diritto internazionale e nella stessa Carta costituzionale.

Ad essere, dunque, una e indivisibile è la Repubblica, non lo Stato!

Sarebbe, dunque, concepibile e in linea con il dettato costituzionale una Repubblica italiana priva di Stato e costituita da sole Regioni o macro-regioni. In effetti, i pubblici poteri, elencati dall’art.114, se è vero che si configurano quali parti della Repubblica, è anche vero che non rappresentano parti necessarie di essa: le Città metropolitane, infatti, pur contemplate da tale disposizione, a tuttora, non sono ancora state istituite.

Solidarietà ai fratelli birmani che lottano e muoiono per la loro libertà contro un regime di macellai e pazzi numerologi.

La terra della Birmania è bagnata del sangue di innocenti.

PS. Un dispiaciuto saluto al mitico Dogui, il commendator Zampetti dei “Ragazzi della terza C”, recentemente scomparso. Se ne va con lui un pezzo di Milano. “ Whisky, sole e sei in pole position”: see you later, Guido.

 

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Giovanni "Puccio" Angaroni 

 

 
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