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Shrek 3 PDF Stampa E-mail
Cinema - Archivio

SHREK III

USA 2007, Genere: animazione, Regia: Chris Miller, Raman Hui

 

Anche se ormai giunto al terzo capitolo, Shrek continua a non deludere le aspettative del suo pubblico.

Gli incassi da record ottenuti fin dai primi giorni di proiezione sono la testimonianza che la saga dell’orco verde rimane il fiore all’occhiello della Dreamworks di Spielberg.

La storia ricomincia da dove si era interrotta nel capitolo precedente: Re Harold, trasformatosi in ranocchio a causa di un incantesimo, prima di morire designa come suo erede il genero Shrek.

L’orco, il cui unico desiderio è in realtà quello di poter tornare nella sua sudicia palude insieme all’amata Fiona, è disposto a tutto pur di evitare di assumere il titolo regale. Inizia così un viaggio insieme al fidato Ciuchino e all’esilarante Gatto con gli Stivali alla ricerca dell’unico possibile sostituto… il giovane Arthur.

Nel frattempo, nel regno di Molto Molto Lontano, approfittando dell’assenza di Shrek, il perfido quanto vanitoso Azzurro raduna tutti i personaggi più cattivi delle favole e si impossessa del reame…il ritorno dell’orco verde e di Arthur però gli riserverà non poche sorprese…

Moltissime sono le scene divertenti presenti nel film, si passa da quelle basate sulla comicità fisica tipica della slapstick comedy a quelle dove il riso è scatenato dalla messa in ridicolo di situazioni e personaggi tipici delle fiabe tradizionali.

Abbiamo così Raperonzolo dotata di extension per nascondere la reale calvizie, Biancaneve che sotto al vestito cela braccia tatuate e le sorellastre di Cenerentola molto più simili a uomini che non a donne.

Numerosi sono anche i nuovi personaggi, si passa da Arthur, stereotipo del ragazzino sfigato preso di mira dai bulli della scuola (Lancillotto) e rifiutato dalle cheerleader (Ginevra), a Mago Merlino, bizzarro professore in pensione convertitosi alla new age dopo un esaurimento nervoso o al quartetto delle principesse (Biancaneve, Cenerentola, La bella addormentata e Raperonzolo) ricche, viziate e capricciose che ben poco ricordano i loro corrispettivi disneyani.

Belle anche le ambientazioni, il regno di Molto Molto Lontano è un’ironica trasposizione di Hollywood e del suo stile di vita, mentre il liceo medievale di Arthur richiama le situazioni e i personaggi tipici dei film e telefilm ambientati nelle scuole americane.

Come nei due capitoli precedenti, notevole è la colonna sonora; ogni brano è infatti perfettamente inserito all’interno del contesto. Degne di essere menzionate sono soprattutto “I live and let die” dei Guns’n Roses presente nella scena del funerale di re Harold e “Immigrant song” dei Led Zeppelin accennata da un’insospettabile Biancaneve.

 

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Eleonora&Ilaria



 

 

 
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