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CASO RONALDO PDF Stampa E-mail
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Ecco la versione ufficiale della società rossonera, l'unica e l'ultima a tutti gli effetti, affidata alle parole di Jean Pierre Meersseman, coordinatore sanitario del Milan, in una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

 
COSA SUCCEDE DOPO L'INFORTUNIO DEL 31 LUGLIO DI RONALDO

 
Jean Pierre Meersseman: "Abbiamo sbagliato la prima valutazione. Subito dopo l'infortunio è stata effettuata un'ecografia e il giorno dopo una risonanza e un'altra ecografia. Tutto chiaro: stiramento di primo grado. La nostra valutazione trova d'accordo il radiologo e gli altri specialisti interpellati. Tre giorni dopo l'infortunio la gamba sinistra di Ronaldo presentava un ematoma particolarmente grande. Il 6 agosto una nuova risonanza ha chiarito il problema: stiramento di secondo grado. Eppure risonanze, ecografie ed esami clinici non giustificavano alcun dubbio. Il problema è in occasione della risonanza del 6 agosto il radiologo, sbagliando, dice a Ronaldo che sarebbe guarito in cinque o sei giorni e questo ha avuto ovvie ripercussioni sulla psiche del ragazzo. Sui tempi del ritorno in campo c'è stato un errore di comunicazione interna. Il recupero di Ronaldo procedeva benissimo e l'errata valutazione dell'infortunio non aveva comportato alcun ritardo. Ronaldo correva in allenamento, si sentiva meglio e Ancelotti lo vedeva crescere. Quando provava a calciare, ecco il problema: la fibrosi, ossia quella specie di pallina che gli dava fastidio e che è la cicatrice dello stiramento. Il fastidio non spariva e abbiamo fatto altri controlli".

 
COSA SUCCEDE ALL'INIZIO DI SETTEMBRE

 
Jean Pierre Meersseman: "Ronaldo si rivolge ad un medico di fiducia che non guarda gli esami precedenti, non lo visita, gli fa un'altra risonanza. Per lui il tendine è rotto. Io non posso crederci, chiedo di vedere le immagini della risonanza e insieme al dottor Sala, che è molto serio e competente, ne scorriamo ben 154. Beh, non c'è alcuna lesione del tendine. Ronaldo però era comprensibilmente agitato. Allora sono stato io a dirgli di andare dal professor Martens. Che conferma la nostra versione. Ronaldo aveva poi già l'idea di stare tre giorni a casa, in Brasile. Martens però gli dice di allenarsi il prima possibile. Allora cerco di convincerlo a non andare. Giovedì nel volo di ritorno da Anversa c'è un fitto giro di telefonate fra me, lui, Galliani e Leonardo. Io penso che la società sia d'accordo, la società pensa che io sia d'accordo e Ronaldo parte. Avevamo però perso già troppo tempo. In ogni caso prima ancora che venga visitato dal dottor Runco, esce la voce che si fermerà a Rio per una settimana. Io parlo con Runco, che mi spiega cosa intende fare, optiamo per la terapia nota come Fattore di crescita. Allora, considerando anche l'ipotiroidismo che crea problemi di coagulazione, suggerisco a Galliani di lasciarlo in Brasile ancora un paio di giorni. Ronaldo arriverà a Milano sicuramente mercoledì. Giovedì farà i test, poi dovrà ricominciare ad allenarsi. All'inizio della settimana prossima ne sapremo di più, ma credo che potrà giocare fra circa un mese. L'ipotiroidismo? A gennaio dagli esami di base non risultava ed era logico pensare che lui fosse sovrappeso per l'alimentazione e per l'inattività. Però, al ritorno dalle vacanze, la sua faccia era molto gonfia e ci siamo insospettiti. Così abbiamo scoperto la verità. MilanLab non fa le diagnosi: è una struttura che si rivolge di volta in volta ai migliori specialisti. Errori ne facciamo, ma facciamo anche tante cose buone. La pallina? Le rispondo con le parole di Martens: l'ipotesi che non sparisca è remota e non giustificata, visti i progressi. Eventualmente si dovrebbe fare un'incisione per pulire la zona interessata. Lo stop sarebbe di un mese. Ma non ce ne sarà alcun bisogno".

 
AL PROSSIMO AGGIORNAMENTO!!!
 
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Marco Margiotta

 
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