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ROMA, SU DA DOSS! PDF Stampa E-mail
Stoccate di Puccio - Archivio

Il 19 febbraio è stata costituita la Cal spa: Concessionaria delle Autostrade Lombarde, frutto dell’accordo tra il governatore della Lombardia Formigoni e l’ex ministro alle Infrastrutture Di Pietro.

Aperta parentesi. Ho scritto ex ministro perché il cosiddetto “Prodi-bis” non è un esecutivo. Io non riconosco questo governo e non mi riconosco in esso. L’ex Presidente del Consiglio ha rassegnato le dimissioni; l’esecutivo è caduto, imploso come l’Unione Sovietica (sarà una tradizione di famiglia...). Il Capo dello Stato non ha indetto nuove elezioni cioè ha tappato la bocca alla gente. Ergo il Prodi-bis non è un governo democraticamente eletto: è soltanto una traballante torre di Babele costruita e imposta dall’alto ai cittadini, un caravanserraglio dove comunisti col turbante camminano a braccetto con ex (?) democristiani per i corridoi di Montecitorio e i transgender si pipano una canna insieme ai Teocon della Margherita. Tranquilli, però: la coalizione è coesa e rilancerà il paese (??), ora che è sceso in campo anche l’ex Udc con gli occhialini alla Harry Potter.

 

Ritornare a votare: questo avrebbe dovuto essere l’esito fisiologico delle consultazioni che, tra l’altro, sono state super veloci (Napolità, ma non è che avessi già deciso il da farsi prima ancora di procedere alle consultazioni?!) poiché in una democrazia che si rispetti l’ultima parola spetta sempre e solo al popolo sovrano (Art.1 della Costituzione) e l’Unione, vi ricordo inoltre, ha riportato una vittoria molto risicata nell’ultima tornata elettorale. Chiusa parentesi.

La Cal sostituisce l’Anas (Azienda Nazionale Autonoma Strade) nell’iter di realizzazione delle autostrade lombarde: ciò significa più poteri in capo alla nostra Regione, maggiore autonomia e indipendenza dai palazzi capitolini.

Milano non ha bisogno di Roma: è Roma ad aver bisogno di Milano.

Cos’è, infatti, la “capitale” per noi se non una moltitudine di patetiche macchiette politiche super pagate che scaldano i loro culi flaccidi sui cadreghini dell’Olimpo romano e derubano il Nord?!

Cos’è, invece, la Lombardia per Romolo e Remo? La locomotiva dell’economia italiana e soldi cash, facili e subito.

Insomma i Lombardi hanno vibrato un primo colpo di scalpello a quella muraglia cinese che è il centralismo romano.

Dobbiamo imparare ad avere pazienza. Anche a me piacerebbe che un bel giorno deputati e senatori si rinchiudessero in parlamento per tre giorni e approvassero una legge che dichiarasse la nostra Terra libera e indipendente. Ma, come facilmente intuibile, questa è l’ombra di un sogno.

Se vogliamo la libertà dobbiamo COSTRUIRCELA con pervicacia.

E continuiamo a scalpellare…

 

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Giovanni “Puccio” Angaroni

 
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