Contenuto Principale
Riceviamo e pubblichiamo/ Una strana storia PDF Stampa E-mail
Articoli - Gli Articoli scritti da noi

Un giorno ho perso tutto, casa e soldi, per protesta ho rinunciato alla cittadinanza italiana, e sono fuggito in Libia in cerca di fortuna e di nuove opportunità per il mio futuro. Con i pochi soldi rimasti dopo essere stato dissanguato dalle tasse renziane mi sono pagato un viaggio della speranza su un barcone diretto in Italia. Il barcone una volta partito è stato abbandonato in mezzo al mare. Sono stato soccorso da una nave della Marina Militare e portato in un centro di accoglienza italiano. Lì ho trovato “tante brave persone”, “impegnate nel sociale” alle dipendenze di Caritas e Coop rosse orgogliose di aver salvato ed accolto delle vite umane, che col cuore aperto e un sorriso benevolo mi hanno accudito e mi hanno dato da mangiare. Una volta rimesso in sesto sono stato trasferito in un un hotel. Nella suite in cui alloggiavo, provvista di tv, telefono e internet, ho visto il Papa al TG delle 20.00 che mi salutava dicendomi: Caro migrante, Buonasera! I politici di sinistra che, quando ero ancora cittadino italiano mi odiavano perché mi ritenevano razzista, xenofobo, e anche un po’ nazi-fascista, nonché ignorante, con anche qualche problema di mente, di colpo mi volevano tutti bene. Mi hanno detto che si daranno da fare per darmi la cittadinanza italiana, il diritto di voto e un lavoro dignitoso, perché la Costituzione italiana mette al primo posto la dignità umana. Poi sequestreranno le case sfitte e mi daranno un alloggio. Ho poi scoperto che la casa sfitta che mi è stata assegnata era la mia vecchia casa che avevo perso prima di partire. Sono stato sistemato in casa mia dove ho trovato altri disperati arrivati prima di me con cui devo condividere l’alloggio. Ho imparato i valori della sobrietà e della condivisione e la Boldrini mi ha portato come esempio di cittadino del mondo della moderna società globalizzata e multietnica che ha trovato il suo equilibrio e la sua integrazione con altre etnie. Papa Francesco mi ha telefonato per congratularsi con me e mi ha detto “Beati gli ultimi perché saranno i primi”. In effetti mi sono fatto ultimo con la rinuncia alla cittadinanza, senza mai essere stato primo da cittadino italiano, ma sono arrivato primo arrivando con il barcone senza essere cittadino italiano. Ora nessuno più mi critica per le mie idee e tutti mi vogliono bene. Se è così, viva l’Italia ho gridato. Poi ho lanciato in aria il telecomando che tenevo tra le mani e ho fatto un salto di gioia sul letto dell’hotel. Di colpo un tonfo clamoroso, mi ritrovo per terra in casa mia caduto per terra ai piedi del mio letto. Allora ho capito tutto...stavo sognando.

 
Ricerca / Colonna destra

Questo sito utilizza dei cookie tecnici e di terze parti. Continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra privacy policy.

Accetto i cookie provenienti da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information