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Uno per Tutti, Tutti per uno! PDF Stampa E-mail
Stoccate di Puccio - Archivio

È stato chiesto a noi lombardi di fare una scelta. E noi abbiamo scelto: abbiamo scelto di essere liberi, ancora una volta.

 Dobbiamo prendere atto di un dato di fatto: la Lombardia ha urlato a squarcia gola il proprio si alla devolution. In modo chiaro, distinto, inequivocabile.

Se il 25 e 26 giugno avessero votato soltanto i lumbard( come qualche settimana fa i catalani e, ancor prima, i montenegrini),ora la devoluzione sarebbe legge nella nostra regione. Purtroppo, però, in questa Italia tenacemente statalista, centralista, fiscalista, assistenzialista, soffocata da una buracrazia elefantiaca; in questa Italia sovietica di proprietà dei comunisti e cattocomunisti col turbante che hanno messo le mani un po’ su tutto (presidenza della repubblica, corte costituzionale, governo, magistratura, sindacati, cooperative, sport),dove la chiesa (e, in particolare, la diocesi di Milano),invece di preoccuparsi della salvezza delle anime, sfrutta la propria posizione per spronare la gente a votare no al federalismo (Galileo diceva: ”La chiesa si occupi di come SI vadia al cielo, non di COME vadia il cielo”); in questa Italia debosciata, senza spina dorsale, che fa spallucce e si rassegna: “Francia o Spagna basta che se magna”; in questa Italia dove, barrando in massa il no, come 5 sorelle a braccetto, ci hanno pugnalato alle spalle persino le regioni a statuto speciale dalle quali mi sarei aspettato un po’ più di comprensione verso le aspettative di autonomia di noi lombardi: ma , poi, ho pensato che altoatesini e trentini, valdostani, goriziani e triestini( badate bene non gli amici friulani!), sardi: autonomisti e orgogliosi solo a parole, siciliani che hanno sempre da ridire sul “continente” ma poi si schierano per il no alla devoluzione, sono ampiamente foraggiati dal denaro di cui Roma Ladrona con le sue imposte e tasse svuota le tasche dei nostri lavoratori: dagli operai agli imprenditori, dai contadini agli artigiani.Insomma in questa Italia di nani e ballerine che non è la confederazione italica per la quale Cattaneo e altri patrioti lumbard imbracciarono il fucile nelle 5 giornate di Milano e creparono sulle barricate per mano di quegli stessi Austriaci ai quali gli altoatesini fanno l’occhiolino, sono GLI ALTRI a decidere per noi: valdostani, piemontesi, liguri, trentini e altoatesini, goriziani e triestini, emiliani e romagnoli, toscani, umbri, abruzzesi, marchigiani, molisani, laziali, pugliesi, basilicali, calabresi, siciliani, sardi: gente che in Lombardia non c’è mai stata, che di essa non sa un accidenti di niente come io so poco nulla di quali siano il costo della vita in Molise, o i problemi più impellenti del Lazio o le eccellenze della Basilicata : tutti tranne noi. Uno per tutti, tutti per uno!

Aperta parentesi: dov’è finito il drappello di eroi che durante la campagna referendaria spronava a votare no perché, fatta tabula rasa della devolution, maggiorana e opposizione avrebbero creato le necessarie riforme federali di comune accordo? Attendo, preoccupato, segnalazioni…


BUONE VACANZE a tutti! E fate i bravi a Ibiza o a Cortina: chè Puccio vi osserva e prende nota. Sempre.

 

 

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