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Il Fronte Del Si! PDF Stampa E-mail
Stoccate di Puccio - Archivio
Oggi ho invitato in questa “stanza” un vecchio amico: Gianluca Amato il quale voterà SI al referendum dei prossimi 25 e 26 giugno.

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Ho posto a Luca queste due domande:

1)quale partito hai votato alle ultime politiche?

2)voterai a favore o contro la devoluzione?

 

Sentiamo, dunque, dalla sua viva voce le ragioni del SI...

"Quando mi è stato proposto di rispondere a queste domande non ero molto convinto di farlo, soprattutto dopo le ultime elezioni politiche, caratterizzate da un duro scontro politico che il più delle volte ha oscurato e dimenticato il vero senso democratico delle votazioni, ma la curiosità e la voglia di confrontarmi con opinioni e idee differenti hanno avuto il sopravvento ed è per questo che ho deciso di accettare.

Il voto rappresenta per me il massimo diritto che una democrazia può offrire a un cittadino, ma in queste ultime elezioni ho deciso di privarmene, certo la maggior parte dei lettori non potrebbe condividere la mia scelta, ma per me questa rappresenta la forma più elevata di protesta e la giudico molto più efficace di tante altre, sopratutto dopo l’esito delle ultime elezioni politiche vinte dal centro sinistra per una manciata di voti.

Le motivazioni che mi hanno portato a non votare sono abbastanza semplici entrambi gli schieramenti presi da una acceso scontro politico si sono dimenticati del vero senso democratico che il cittadino era chiamato a compiere.

Mi chiedo e mi continuo a chiedere oggi il benessere che possa apportare la politica alla democrazia, una democrazia che sempre più è violentata da interessi politici, che solo alcuni partiti (vedi lega) hanno tentato di denunciare nei primi anni novanta.

La democrazia rappresenta in un sistema come il nostro il fondamento della nostra libertà che si rispecchia nella nostra costituzione.

La nostra Carta costituzionale è nata alla fine della seconda guerra mondiale in un periodo dove vi era la forte necessità di riaffermare i Diritti Inviolabili dell’uomo e di ritrovare una riunificazione nazionale che il fascismo aveva distrutto.

Nella seconda metà degli anni quaranta vi era quindi la forte necessità di uno stato che era in grado di saper costruire, gestire il nuovo stato e le nuove istituzioni che si erano venute a formare.

Oggi con la nascita dell’unione europea e dopo la riforma del titolo v della costituzione che ha delegato molti poteri alle amministrazioni locali vedo la Devoluzione come il proseguimento naturale di una strada che il nostro paese ha deciso di compiere ed è per questo che vedo (o forse voglio solo vedere) solo aspetti positivi da questa proposta. In questo modo, infatti, si avrebbe una maggior partecipazione del cittadino alla formazione delle istituzioni del nostro paese, un fatto che oggi avviene solo in minima parte, non solo si avrebbe oggi un migliore utilizzo da parte delle istituzioni del denaro pubblico. La scelta del referendum sembra la scelta più adatta (nonostante non sempre è efficace) per raggiungere questo obiettivo  della devoluzione.

Con il referendum del 25 e 26 Giugno si è quindi chiamati a compiere un gesto importante ed è per questo che andrò a votare, come sarà l’esito della referendum non lo so, ma sono certo che questo sarà un argomento che in futuro ritornerà a riproporsi in quanto l’Italia fa parte di un Unione Europea che sta acquisendo un assetto sempre più federale.”

 

Grazie Luca.

Se volete leggere la precedente stoccata sul referendum del 25e26 giugno, date un’occhiata all’archivio.

Saluti, Puccio.



 
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