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Stoccate di Puccio - Archivio
Il 25 e 26 giugno la recente riforma federale della Costituzione sarà sottoposta a referendum.

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Cosa voterò? SI’, ma con qualche riserva. Lasciate che vi spieghi il perché.

La Lega nelle elezioni politiche del 2001 ha ottenuto il 3,99%: un risultato non proprio confortante in sé e, soprattutto, se ragguagliato alle più alte percentuali di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Balena bianca: i partiti della Casa delle libertà con i quali si apprestava a governare il Paese.

Chiaramente di tale basso consenso il Carroccio ha risentito in sede di redazione della riforma federale dovendo così spesso cedere alle proposte e agli emendamenti statalisti degli alleati e ingoiare vari rospi ( primo tra tutti la clausola dell’interesse nazionale). È stata così concepita una legge costituzionale che non mi convince del tutto, ferma, però, la consapevolezza che questo è il massimo risultato che una Lega al 3,9% in una coalizione di ex missini e democristiani ha potuto insaccare.

Da un esame sommario del testo normativo pubblicato sul sito ufficiale dei Lumbard e facendo riferimento a quanto letto su giornali, riviste, opuscoli e ascoltato in televisione ( dunque sulla base di informazioni di cui dispone un qualsiasi altro comune cittadino) ho tratto alcune conclusioni:

1)Giudizio nettamente positivo sulla Devolution (alle Regioni è attribuita potestà legislativa esclusiva nei settori della scuola, sanità, polizia amministrativa regionale e locale ) anche se avrei preferito una deconcentrazione più spinta: in particolare è, a parer mio, degno di nota il n. 4 dell’art.117,4 ai sensi del quale alle Regioni spetta potere legislativo esclusivo in tutte le materie non espressamente oggetto di legislazione esclusiva dello Stato ( art. 117,2) o concorrente (art.117,3). Resta, certo, il rammarico per il fatto che avrebbero potuto costituire oggetto di potestà legislativa concorrente o esclusiva determinate altre branche del diritto (per esempio dati rami del diritto del lavoro sulla scorta della legge Biagi o del diritto civile, basti pensare a certi contratti atipici….).

2) La Casa delle Libertà avrebbe dovuto mettere mano al titolo V della Carta costituzionale limitandosi alla Devoluzione, perché mi sembra contrario allo spirito democratico (ancorché conforme a Costituzione) che una sola maggioranza, tra continui batti e ribatti e senza troppa convinzione, stravolga mezzo impianto repubblicano.

3) Qualche infausto alleato è riuscito non si sa come a falsare, in parte, questa riforma introducendo quella bestemmia giuridica che è la clausola dell’interesse nazionale (art. 128) la quale, essenzialmente, permette al Governo di trombare quella legge regionale che ritenga contraria ad un generico e imprecisato “interesse nazionale”, espressione dal significato molto ampio che può contenere tutto e il contrario di tutto.

4) La problematica annosa del federalismo fiscale ( in altre parole, in poche parole, i soldi dei Lombardi restino in Lombardia) non è stata affrontata ( e chissà ora con i comunisti al governo e alla presidenza della repubblica quando lo porteremo a casa ‘sto benedetto federalismo fiscale! )

Perché, allora, alla luce di queste brevi considerazioni voterò SI’?

Primo perché, lo ripeto, questo è il massimo che si poteva pretendere da un Carroccio al 3,9% in una coalizione di “veterostatalisti”. Carroccio che, se non bastasse, ha dovuto a lungo rinunciare alla verve di Bossi.

Secondo perché è giunta l’ora di imporre un’inversione di rotta: se la legge passa, tutti si dovranno rendere conto che il popolo vuole il federalismo (e la consultazione popolare del 2001 già lo dimostra) e allora sarà un po’ più praticabile l’ipotesi di una costituente che dia, una buona volta, alla Repubblica un assetto federale compiuto e stabile in quanto condiviso da entrambe le forze politiche e, pertanto, non soggetto alle bizze della maggioranza di turno.

Terzo perché voglio finalmente poter leggere l’art. 1 della Costituzione riscritto in questo modo: ” L’Italia è una Repubblica FEDERALE democratica fondata sul lavoro”: sono stufo di decenni di centralismo, sono stanco di questi comunisti con il turbante che controllano un po’ tutto. Perciò mi prendo quello che passa il convento, cioè questa riforma federale che magari non sarà proprio un modello eccelso di federalismo, ma riforma federale resta: sempre meglio di un calcio nelle palle.

Ai leghisti (e, più in generale, ai Lombardi, a tutti i Lombardi) che si professano malcontenti di questa riforma, ai “leghisti” che la definiscono un pastrocchio, ai “leghisti” che provocatoriamente affermano, forse per ripicca, che voteranno no o si asterranno dal voto, anche ai “leghisti” che pensano queste cose, dico: possiamo continuare a sbraitare, fare manifestazioni, comizi, proclami tanto altisonanti quanto inutili e sventolare bandiere all’infinito per nulla se non per dare un qualche senso a questa nostra vita ma, poche balle, abbiamo un doppio appuntamento con il cambiamento il 25 e il 26 giugno: vogliamo farcelo scappare? Sappiate che se la Devolution non passa, il prezzo da pagare sarà altissimo: la situazione resterà quella che è e che è sempre stata ( perché Prodi dirà: ” Ecco vedete: la gente il federalismo non lo vuole. Questa legge è il tributo che Berlusconi ha pagato a Bossi…)” e allora chi vi darà il federalismo? I comunisti che sono i padri del centralismo e del totalitarismo? Forza Italia cui importa solo parlare di riduzione delle imposte e del debito pubblico? L’UDC che se potesse seppellire viva questa legge, lo farebbe? AN? Quella stessa AN che ha così fortemente voluto la clausola liberticida dell’interesse nazionale? Ma a queste cose non ci pensate? O avete solo in mente di gridare in eterno come ebeti “libertà, libertà” senza stringare nulla tra le mani?

Questo è il momento della verità. E qui si discerne il Leghista vero, che ama la libertà, il bene più grande dopo la vita, anela ad essa e sa che questa non si conquista da un giorno all’altro ma con pazienza e a piccoli passi (cazzo! gli Scozzesi è da mille anni che lottano per essa e ancora non l’hanno del tutto conquistata!), dallo pseudo-leghista che ha in mente solo di giocare a fare il Braveheart, si riempie la bocca di paroloni ma nel segreto dell’urna vota no e se la devoluzione non passa se ne fotte e la sera lo trovi in discoteca a ballare.

Avevamo un sogno una volta noi Lombardi: una terra tutta nostra. La Devolution rappresenta il primo passo verso di esso. Mi chiedo e vi chiedo: esiste ancora questo sogno?

“Se vogliamo le riforme dobbiamo farcele, perché nessuno le farebbe al nostro posto. Numerose saranno le riforme della Costituzione che io intendo far partire dalla devoluzione. Non è difficile sognare. È difficile, invece, sognare confrontandosi con la realtà per cambiarla” Umberto Bossi.
 

Saluti e alla prossima! E ricordate: Puccio vi osserva e prende nota. Sempre.

Ps: la simpatica Ila mi ha fatto notare, con riferimento alla stoccata precedente, che avrei potuto suonare il campanello…questo era impossibile dal momento che il mio amico abita in una corte al cui ingresso sta un portone, senza campanello, il quale la sera viene sempre chiuso a chiave…Grazie a Ila, comunque, dell’osservazione che altri visitatori possono aver fatto: speriamo di aver, così, spazzato via anche l’ultimo ragionevole dubbio…
 

Io adesso vado a farmi un sigaro con Micio, per cui di nuovo saluti e alla prossima…




 
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