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LA LOMBARDIA RIALZA LA TESTA PDF Stampa E-mail
Stoccate di Puccio - Archivio


Non voglio risultare pedante e noioso snocciolando percentuali e dati, peraltro già noti e per i quali, sempre che vi interessino, rimando al sito del Ministero dell’Interno.

La Lega Nord esce a testa alta da queste elezioni, impartendo una sonora lezione di Realpolitik al morente Pd e al Partito dell’Amore. L’ottimo risultato del Carroccio, infatti, resta tale sia in termini assoluti sia se raffrontato all’alto grado di astensionismo, attivo o meno, che ha marchiato questa tornata elettorale; astensionismo che, se da un lato, ha defalcato i voti di Pd e Pd♥, dall’altro non ha intaccato le percentuali della Lega. Insomma, quantunque molti cittadini nauseati abbiano preferito astenersi (decisione condivisibile), la Lega Nord ha addirittura incrementato i propri voti, sfondando persino nella rossa Romagna, nella rossissima Toscana e nella bucolica Umbria. Segno eloquente e, tuttavia taciuto dai mass media, questo, di una progressiva disaffezione della gente nei confronti di dei due leviatani politici, Pd e Pd♥ e, più in generale, di quell’inconcludente teatro dei pupi che è la politica italiota.

In Lombardia, invece, chi esce con le ossa rotte da queste elezioni è, senz’altro, la “sinistra”. Il popolo sovrano ha spazzato via i partitini sinistrorsi arcobalenisti, pseudo-pacifisti e buonisti, ormai stufo della loro retorica autoreferenziale (rifondazioni comuniste, rivoluzioni bolsceviche e astruserie del genere…), i quali hanno conseguito un misero 2,04% (per intenderci, il Movimento 5 stelle BeppeGrillo.it ha ottenuto il 2,33%): numeri da lista civetta. L’encefalogramma del PD, invece, traccia una linea ormai completamente piatta; a riprova che questa “forza” (mica tanto…) politica, sempre più sorda alla gente e alle sue concrete problematiche, sta a poco a poco appassendo e che i Lombardi non sono più disposti a premiare non solo gli spocchiosi professorini dell’intellighenzia di sinistra, che cianciano di precariato e proletariato senza aver mai lavorato un solo giorno in vita loro, ma anche chi massacrò di tasse, quando governava, le piccole e medie imprese padane, nerbo dell’economia i-tagliana. Insomma, un partito allo sbando che balza ormai all’onore della cronaca solo quando certi suoi rappresentanti si fanno sodomizzare da qualche transessuale brasiliano raccattato per strada.

È il momento propizio per schiacciare l’acceleratore. Il centralismo romano si trova preso in mezzo allo schiaccianoci: la Lega di Governo da un lato, il Nord compatto dall’altro…

Né con la destra, né con la sinistra. Sola con la Lombardia.


Lombardia libera!

Giovanni Angaroni

 
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